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Rottamazione quinquies, l’ultima chiamata con il Fisco: chi può aderire, cosa si paga e fino a quando

 
Rottamazione quinquies, l’ultima chiamata con il Fisco: chi può aderire, cosa si paga e fino a quando
di Luca Lippi

La recente manovra fiscale introduce una nuova opportunità per i contribuenti che desiderano mettersi in regola con il Fisco. La cosiddetta rottamazione quinquies permette infatti di chiudere i conti con le pendenze fiscali e contributive accumulate in un arco di tempo molto vasto, che va dall'inizio del 2000 fino alla fine del 2023. Il vantaggio principale di questa misura risiede nel risparmio economico, poiché chi aderisce potrà estinguere il proprio debito versando esclusivamente la quota capitale, vedendosi azzerare completamente le sanzioni, gli interessi di mora e le somme maturate come aggio.

Sebbene la misura sia molto ampia, non è accessibile a tutti indistintamente. La normativa stabilisce infatti alcuni paletti precisi, escludendo ad esempio chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Anche la tipologia del debito conta moltissimo nella valutazione dell'ammissibilità. Mentre le cartelle fiscali, i contributi previdenziali e le multe stradali elevate da autorità statali come la Polizia o i Carabinieri rientrano pienamente nella sanatoria, restano invece esclusi i tributi locali. Questo significa che imposte comunali come la Tari o l'Imu, insieme alle sanzioni della polizia municipale, non possono essere inserite in questo piano di agevolazione.

I TEMPI E LE MODALITÀ DI PAGAMENTO

Per beneficiare di questa pace fiscale, i cittadini interessati dovranno muoversi entro la scadenza del 30 aprile per trasmettere la propria richiesta. La procedura sarà gestita interamente per via telematica attraverso il portale dell'Agenzia delle Entrate Riscossione, che pubblicherà le istruzioni dettagliate entro il 20 gennaio. Una volta ammesso alla definizione agevolata, il contribuente potrà scegliere tra due strade principali per il saldo. La prima opzione prevede il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, mentre la seconda offre un piano di rateizzazione estremamente flessibile e di lunga durata.

Chi preferisce dilazionare il pagamento può infatti contare su un piano di recupero che arriva fino a nove anni, suddiviso in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali. È importante sapere che ogni rata non potrà essere inferiore a cento euro e che sull'importo dilazionato verrà applicato un interesse del tre per cento annuo. Il calendario dei versamenti inizierà nel 2026 con le prime scadenze fissate a luglio, settembre e novembre, per poi proseguire con appuntamenti fissi ogni due mesi a partire dal 2027 e concludersi definitivamente nel maggio del 2035.

ESCLUSIONI E CASI PARTICOLARI

Un aspetto fondamentale da chiarire riguarda il rapporto tra questa nuova misura e le precedenti sanatorie. La rottamazione quinquies accoglie anche chi era decaduto da vecchi piani di rientro, offrendo loro una seconda chance per chiudere le pendenze. Esiste tuttavia un'eccezione importante che riguarda la rottamazione quater. Chi è attualmente in regola con i pagamenti della quater alla data del 30 settembre 2025 non potrà trasferire quegli stessi debiti nel nuovo piano quinquies. In sostanza, la nuova agevolazione non serve a prolungare ulteriormente i pagamenti già regolarmente avviati con la precedente misura, ma mira a recuperare carichi che non sono ancora stati sanati.

Oltre alle imposte non versate, la sanatoria copre anche gli avvisi bonari derivanti dai controlli automatizzati sulle dichiarazioni Iva e sui redditi, a patto che questi non siano già diventati oggetto di accertamenti formali. In definitiva, aderire alla definizione agevolata significa pagare solo ciò che era originariamente dovuto, includendo unicamente il rimborso per le spese di notifica o per eventuali procedure esecutive già avviate, ma eliminando tutto quel carico accessorio di interessi e multe che spesso finisce per raddoppiare l'importo iniziale delle cartelle esattoriali.