A cent’anni dalla nascita di Paolo Maffei, occorre rammentare una figura centrale dell’astronomia italiana del Novecento. Lo scienziato aretino fu sapiente coniugatore della ricerca di frontiera e di una divulgazione rigorosa, aprendo nuove strade nello studio dell’universo attraverso l’uso dell’infrarosso.
Paolo Maffei, lo scienziato che insegnò a guardare l’Universo oltre il visibile
In un’epoca in cui l’osservazione astronomica era dominata dallo studio del visibile, Maffei comprese che una parte decisiva del cosmo restava difatti nascosta dalla polvere interstellare e che solo lunghezze d’onda più lunghe avrebbero permesso di superare quell’opacità. Il suo contributo più noto risale alla fine degli anni Sessanta, quando identificò due grandi galassie, oggi chiamate in suo onore Maffei 1 e Maffei 2, situate dietro il piano della Via Lattea nella cosiddetta zona di evitamento, dimostrando che l’infrarosso poteva rivelare strutture cosmiche altrimenti invisibili.
Tale scoperta ebbe un impatto duraturo sulla comprensione della distribuzione delle galassie nel Gruppo Locale e sull’importanza dell’estinzione interstellare nelle osservazioni astronomiche. Maffei fu tra i primi in Italia a promuovere sistematicamente l’astronomia infrarossa, contribuendo allo sviluppo di strumenti, metodi di analisi e programmi di osservazione che avrebbero trovato piena maturità nei decenni successivi, fino alle missioni spaziali dedicate. Accanto alla ricerca, svolse un’intensa attività didattica ed istituzionale, formando generazioni di studenti e rafforzando il ruolo dell’astronomia italiana nel contesto internazionale.
Parallelamente, divenne un punto di riferimento per il grande pubblico grazie a libri, articoli e trasmissioni televisive che seppero trasmettere il fascino della Scienza senza semplificazioni fuorvianti, mantenendo sempre un saldo ancoraggio ai dati osservativi ed al metodo scientifico.
La sua opera divulgativa contribuì a creare in Italia una nuova attenzione culturale verso l’astronomia, presentata non come insieme di curiosità, ma come disciplina viva, in continuo dialogo con la tecnologia e la società. Ricordare oggi i cento anni dalla nascita di Paolo Maffei significa dunque riconoscere il valore di una visione che seppe guardare oltre i limiti immediati degli strumenti e delle convenzioni, indicando nell’infrarosso una chiave per esplorare l’Universo nascosto e lasciando un’eredità scientifica e culturale che continua ad illuminare la ricerca contemporanea.