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Il supercalcolo italiano entra nella Top500: le “HPC bubbles” dell’INFN

 
Il supercalcolo italiano entra nella Top500: le “HPC bubbles” dell’INFN
Redazione

L’Italia rafforza il proprio ruolo nel panorama internazionale della ricerca scientifica avanzata grazie a un nuovo traguardo nel campo del supercalcolo. Le cosiddette “HPC bubbles” dell’INFN – infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni progettate per rispondere in modo flessibile alle esigenze della ricerca – sono entrate nella classifica Top500, che censisce i supercomputer più potenti al mondo.

Il risultato è frutto del lavoro dell’INFN, in particolare del centro di calcolo CNAF di Bologna, e rappresenta molto più di un riconoscimento simbolico. Il supercalcolo è oggi una infrastruttura strategica, indispensabile per la fisica delle particelle, l’astrofisica, la modellazione climatica, la bioinformatica e lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale.

Le “bolle” HPC si distinguono per un’architettura modulare che consente di allocare grandi risorse computazionali in modo dinamico, combinando CPU tradizionali e GPU di nuova generazione. Un modello pensato non solo per aumentare la potenza di calcolo, ma anche per ottimizzare consumi energetici, sicurezza dei dati e collaborazione scientifica.

L’ingresso nella Top500 conferma come il supercalcolo sia diventato una leva chiave anche per l’attuazione dei progetti legati al PNRR e alla competitività europea nel settore deep-tech. La sfida ora è trasformare questa capacità infrastrutturale in vantaggio sistemico, mettendo il calcolo avanzato sempre più al servizio di università, enti di ricerca e industria.