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Torino, intervento salva-vita da record, rimosso tumore ovarico di 6 chili

 
Torino, intervento salva-vita da record, rimosso tumore ovarico di 6 chili
Redazione

La Chirurgia Ginecologica Mininvasiva dell'Ospedale Sant'Anna di Torino, diretta da Paolo Petruzzelli - che ha definito il caso un evento normalmente eccezionale - ha eseguto un difficile intervento di circa sei ore di asportazione di un tumore ovarico di sei chilogrammi, del diametro di 28 centimetri, con un volume paragonabile a quello di una gravidanza gemellare a termine.

Torino, intervento salva-vita da record, rimosso tumore ovarico di 6 chili

La paziente, fino a pochi giorni prima, non avvertiva dolore. Con una seconda neoplasia intestinale quella massa ha iniziato a comprimere il colon, provocando sintomi acuti ed improvvisi sino a una grave sofferenza intestinale. I sintomi più pericolosi erano legati proprio a questo ed hanno richiesto un intervento immediato e coordinato di più specialisti: ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari.

La Radiologia ha fornito le immagini preoperatorie. Sono stati attivati gli strumenti della Città della Salute e della Scienza di Torino per i pazienti oncologici, il Centro accoglienza e servizi ed il Gruppo interdisciplinare di cura, definendo il percorso terapeutico. Per l'Anestesia e Rianimazione un ruolo centrale è stato quello di Mariella Maio e della sua équipe. Senza preavviso, è stata coinvolta in sala operatoria Anna Opramolla della Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell'ospedale Regina Margherita.

Ripetute consulenze intraoperatorie dell'Anatomia patologica, gestite da Margherita Goia, hanno confermato la natura neoplastica della massa ovarica e della lesione del colon sigma. A quel punto è entrata in campo la Chirurgia d'urgenza dell'ospedale Molinette, con Mauro Santarelli, che ha proceduto alla radicalizzazione sul versante intestinale, completando l'intervento. Michela Chiadò, operatrice senior della Chirurgia Mininvasiva, ha seguito la paziente lungo l'intero percorso ed ha partecipato all'intervento. "Sono casi rari, ma emblematici – hanno spiegato i medici ed il direttore sanitario di presidio, Umberto Fiandra - perché dimostrano come tempestività, competenza e lavoro di squadra possano fare la differenza anche in urgenza". "Il valore aggiunto espresso dalla Città della salute e della scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico", ha dichiarato il direttore generale, Livio Tranchida.