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Fininfluencer, scatta la stretta: nuove regole, responsabilità legali e stop ai consigli facili

 
Fininfluencer, scatta la stretta: nuove regole, responsabilità legali e stop ai consigli facili
Redazione

Con una crasi tra financial e influencer, i fininfluencer sono quelle persone che forniscono consigli e suggerimenti di ogni tipo riguardo il settore economico sulle piattaforme social. Fino ad oggi, non avevano delle linee guida precise su quanto potevano affermare, ma le cose sono cambiate.

Fininfluencer, scatta la stretta: nuove regole, responsabilità legali e stop ai consigli facili

L’Esma (European Security and Markets Authority) e la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) hanno infatti pubblicato un vademecum che contiene informazioni dettagliate e precise su come condurre un’attività responsabile. In otto punti, vengono così riassunti dei suggerimenti sulla condotta da adottare, che valgono non solo per i professionisti del settore, ma anche e soprattutto per coloro che si dedicano a quest’attività con un background meno solido.

Facendo leva sul concetto di responsabilità nei confronti del pubblico, si evidenzia in prima battuta come un fininfluencer possa “essere ritenuto legalmente responsabile di qualsiasi risultato dannoso per gli investitori”. Inoltre, si vuole mettere anche in chiaro un concetto molto importante: nel caso in cui si ricevano “denaro, regali o vantaggi per pubblicizzare qualcosa”, occorre affermarlo nella maniera più chiara possibile. “Non in un testo microscopico. Non solo con un hashtag. Usa parole come: «pubblicità», «collaborazione a pagamento» o «sponsorizzato» o utilizza il banner «pubblicità» integrato nella piattaforma. Inoltre, se stai già investendo in ciò su cui stai postando contenuti, o potresti trarre benefici se altri lo acquistano, di’ anche questo.”

Come già anticipato, tra gli argomenti più importanti che vengono affrontati, è sicuramente da annoverare il tema investimenti, che viene affrontato in maniera esauriente al punto 5: “Dire alle persone in cosa investire — o cosa evitare — può essere considerato consulenza in materia di investimenti. Per farlo, è necessaria un’autorizzazione rilasciata dall’autorità nazionale competente. Pertanto, se non sei autorizzato a fornire consulenza in materia di investimenti, non fornire raccomandazioni personalizzate su cosa acquistare, vendere o detenere. Anche condividere pubblicamente la tua opinione sul fatto che un’azione o una criptovaluta salirà o scenderà, o la promozione di una strategia di investimento, può essere considerata una raccomandazione di investimento, a cui possono applicarsi norme specifiche. In determinati contesti, fornire contenuti formativi o educativi potrebbe essere considerato una consulenza o una raccomandazione. Disclaimer come «Questa non è una consulenza in materia di investimenti» non ti proteggeranno in questi casi.”