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L’invasione silenziosa delle cozze quagga, il lago di Ginevra sotto assedio

 
L’invasione silenziosa delle cozze quagga, il lago di Ginevra sotto assedio
Redazione

Da una decina di anni nel lago di Ginevra, in Svizzera, le acque si sono infatti di cozze quagga, una delle specie invasive più perniciose del pianeta. Dal 2015 ad oggi, questo mollusco ha colonizzato il lago popolandolo molto densamente, con un danno per le molte specie che vivono nella zona, per la pesca e per alcune importanti infrastrutture.

L’invasione silenziosa delle cozze quagga, il lago di Ginevra sotto assedio

Le origini della cozza quagga vengono fatte risalire al lago d’Aral, un tempo tra i più grandi del mondo tra Kazakistan e Uzbekistan ed al Mar Nero. Storicamente, si sono diffuse in altre parti del mondo grazie alle correnti acquatiche, ma in periodi più recenti la loro diffusione è stata favorita dalla navigazione. I molluschi aderiscono facilmente agli scafi delle imbarcazioni, grazie ai quali possono coprire grandi distanze e proliferare poi in ambienti in cui un tempo non vivevano.

Ogni mollusco può raggiungere con la sua conchiglia una dimensione intorno ai quattro centimetri e vive per 3-5 anni. Il tasso di crescita è condizionato dalla disponibilità di nutrienti, dalla concentrazione d’ossigeno e dalla temperatura dell’acqua.

Le cozze quagga vivono attaccate al fondale, ma possono spostarsi e le loro larve nuotano liberamente: in poco tempo possono quindi coprire distanze importanti, colonizzando interi fondali come è successo nel lago di Ginevra. Nelle sue acque la densità media è di 4mila cozze per metro quadrato, ma sono stati registrati picchi che superano i 35mila molluschi in alcune aree. Le rilevazioni hanno permesso di identificare cozze quagga ad una profondità fino a 250 metri, in un ambiente dove riescono a sopravvivere poche altre forme di vita (il lago di Ginevra ha una profondità massima intorno ai 310 metri).

Oltre al danno ambientale con la riduzione della biodiversità, la massiccia presenza di questi molluschi ha anche un impatto infrastrutturale. Le cozze quagga ostruiscono infatti le tubazioni che prelevano acqua dal lago per varie attività, comprese quelle della Scuola politecnica federale di Losanna, che tra le altre cose sta lavorando allo sviluppo di un reattore sperimentale per la fusione nucleare (Tokamak). Ma i danni riguardano anche i sistemi per il raffreddamento dei data center e dei sistemi di prelievo dell’acqua per renderla potabile.

Il consenso scientifico è che, una volta che le cozze quagga si sono stabilite in un lago, non c’è modo per eradicarle e si deve quindi passare a programmi di gestione e mitigazione del problema. In futuro, altre specie potrebbero adattarsi e iniziare a nutrirsi di questi molluschi, ma in un ecosistema molto diverso da quello di alcuni decenni fa e che secondo gli esperti non potrà più essere recuperato. Altre attività importanti riguardano la prevenzione, che rimane quindi la migliore arma a disposizione: per evitare che le cozze quagga si diffondano altrove si devono fare frequenti ispezioni e pulizie accurate degli scafi delle imbarcazioni e delle attrezzature di pesca.