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L’ingegneria climatica è un approccio inclusivo nella situazione globale?

 
L’ingegneria climatica è un approccio inclusivo nella situazione globale?
Pierfrancesco Quinto

La geoingegneria solare - ovvero il riflesso deliberato della luce solare per raffreddare il pianeta – potrebbe essere una soluzione per la crisi climatica? Nei giorni scorsi, è stato pubblicato su questo tema un intervento a firma Ines Camilloni, professoressa presso l'Università di Buenos Aires e vicepresidente del gruppo di lavoro dell'IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), sulla nota rivista The Guardian.

L’ingegneria climatica è un approccio inclusivo nella situazione globale?

I sostenitori ritengono che questa alternativa potrebbe quantomeno consentire di guadagnare tempo rispetto all’emergenza climatica; i critici avvertono invece della possibilità di ricadute poco prevedibili della pratica; alcuni con posizioni più moderate la vedono come una possibile soluzione di emergenza se le temperature dovessero sfuggire al controllo. Il dibattito è quindi aperto e divide la comunità scientifica.

Nonostante ciò, la ricerca sulla geoingegneria solare comunque avanza, complici anche l'esplorazione di tecniche come l'iniezione di aerosol stratosferico, che prevede l'irrorazione di minuscole particelle riflettenti nell'alta atmosfera per imitare l'effetto di raffreddamento delle eruzioni vulcaniche, e la schiaritura delle nubi marine, che mira a migliorare la riflettività delle nubi marine basse. Sebbene l'iniezione di aerosol stratosferico non sia ancora in corso, queste tecnologie vengono studiate con crescente urgenza nel Nord del mondo. Nel Sud del mondo, tuttavia, rimarrebbero in gran parte invisibili al dibattito pubblico e non avrebbero un ruolo particolarmente significativo nei processi decisionali politici.

Secondo Ines Camilloni, questa situazione deve in fretta cambiare, in quanto il Sud del mondo è in prima linea nella crisi climatica, come evidenziano l’aumento delle temperature, un caldo estremo ed un'alterazione dei regimi pluviometrici, che minacciano l’ecosistema, con conseguenze anche sulla salute umana, la sicurezza alimentare e quella idrica.

Incendi, ondate di calore, siccità, inondazioni e tempeste diventano sempre più frequenti e gravi. Inoltre, occorre tener presente l'innalzamento del livello dei mari, che aggrava le disuguaglianze già esistenti, ponendo anche in questo caso sfide significative rispetto allo sviluppo e al benessere pubblico. Sarebbe dunque necessaria una ricerca pubblica sulla geoingegneria solare guidata da istituzioni del Sud del mondo, con reti di ricerca radicate nelle Università del Sud magari supportate da finanziamenti che sostengano la collaborazione Sud-Sud, di un quadro di governance globale che garantisca equità, trasparenza e consenso informato.