Il Tamagotchi, l'animale domestico virtuale diventato popolare negli anni '90, quando tutti, a cominciare dai bambini, ne avevano uno in tasca (prova ne è che ne furono venduti cento milioni di esemplari), accudendolo come fosse un cucciolo, quest'anno vede celebrati i 30 anni dal suo lancio con una mostra itinerante che sarà ospitata a Tokyo.
Una mostra a Tokyo celebra i trent'anni di Tamagotchi
Giocare, nutrire e pulire gli escrementi di un animale domestico digitale è stata la formula del successo che ha portato questi giocattoli a forma di uovo alla fama mondiale, diventando ora un'icona di nostalgia collettiva in un arsenale di collaborazioni, mentre nuovi modelli tecnologicamente aggiornati continuano ad arrivare nei negozi di giocattoli.
Come primo evento commemorativo di questi tre decenni di storia, il Museo Roppongi della capitale ha aperto le porte alla "Tamagotchi Grand Exhibition", una mostra itinerante che proseguirà nelle città giapponesi di Nagoya, Mito e Osaka. La mostra invita i visitatori a entrare in un Tamagotchi, esplorandone il mondo pixelato attraverso installazioni immersive, con schermi e spazi che evocano l'esperienza di prendersi cura dell'animale domestico digitale.
Il tour esplora l'evoluzione tecnologica e visiva del giocattolo, dai primi modelli monocromatici agli attuali dispositivi dotati di connessione WiFi, immagini a colori, comunicazione a infrarossi o touch screen.
Inoltre, secondo l'organizzazione, l'anniversario verrà celebrato con modelli esclusivi in edizione limitata progettati dal direttore creativo e artista giapponese Mitsuhiro Higuchi, che presentano il suo caratteristico guscio d'uovo a forma di "strato geologico" colorato, come simbolo dei tre decenni di vita e di successo del giocattolo.
Il Tamagotchi fu messo in vendita in Giappone nel novembre 1996 e divenne subito un successo sociale, nonostante la scarsità di scorte e oltre 10.000 richieste giornaliere da parte dei consumatori che non erano riusciti ad acquistare questo dispositivo durante i primi mesi.
Anche l'espansione internazionale fu rapida e, in soli otto mesi, il giocattolo raggiunse i dieci milioni di pezzi venduti, una cifra record in un settore in cui un milione era già considerato un grande successo commerciale.
Da allora, Bandai ha lanciato 38 modelli diversi e ha superato i 100 milioni di dispositivi venduti in tutto il mondo, con più della metà delle vendite concentrate al di fuori del Giappone, secondo gli ultimi dati dell'azienda.
Dopo diversi alti e bassi, la saga sta attualmente vivendo il suo quarto grande boom, secondo l'azienda, trainata dalla riedizione del Tamagotchi Original, dalle collaborazioni con marchi di moda e da un forte legame con la nostalgia di chi è cresciuto negli anni Novanta.
L'attuale rinascita del Tamagotchi si inserisce nell'ascesa del cosiddetto 'Heisei Retro', una tendenza che recupera l'estetica, gli oggetti e la cultura popolare giapponese della fine degli anni Novanta e dell'inizio del Duemila, in un esercizio di nostalgia per un'epoca che ha vissuto la transizione tra analogico e digitale.
Spinto inaspettatamente dalla cosiddetta Generazione Z, questo fenomeno ha riportato alla ribalta icone come il Tamagotchi, i Pokémon e i telefoni pieghevoli, che ora vengono incorporati come accessori, inseriti in borse e vestiti e assumono un nuovo significato che va oltre quello di giocattolo.