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Il rame: un metallo sempre più richiesto tra furti e scioperi

 
Il rame: un metallo sempre più richiesto tra furti e scioperi
Pierfrancesco Quinto

Spesso, quando si pensa ai metalli preziosi vengono immediatamente alla mente l’oro e l’argento, ma a questo binomio occorre ormai aggiungere numerosi altri elementi entrati nel mondo del business, tra i quali il rame. Nel 2025, il suo prezzo è aumentato del 44% circa e ha toccato il suo massimo storico a inizio 2026, con un prezzo superiore ai 13000 dollari per tonnellata.

Il rame: un metallo sempre più richiesto tra furti e scioperi

Secondo uno studio pubblicato da S&P Global l’8 gennaio del 2026, la domanda di rame raggiungerà quota 42 milioni di tonnellate nel 2040, specie a causa dell’IA, con un aumento del 50% rispetto ai livelli attuali; contemporaneamente, la riserva esistente diminuirà, in quanto il settore dell’estrazione sta affrontando diverse sfide nel ciclo produttivo (ad esempio, si pensi agli scioperi in Cile, dove la sola miniera di Mantoverde, secondo quanto riportato dall’ITA, l’Italian Trade Agency in data 8 luglio 2025, dovrebbe produrre 32000 tonnellate di metallo al giorno, senza considerare i potenziamenti previsti, che vorrebbero migliorarne l’efficienza fino a 45000).

A meno che non vi siano dei cambiamenti, entro il 2040 si raggiungerà un deficit di 10 milioni di tonnellate, che rappresenterebbero il 25% della domanda.

In questo contesto, l’aumento delle ruberie, anche in Italia, è notevole. Nella sola Provincia di Brescia, nel 2025 si sono attestati furti per 76 tonnellate circa di metallo, corrispondenti a un valore di oltre 900000 euro di refurtiva. I reati legati al rame hanno come teatro zone con infrastrutture nevralgiche o vie di comunicazione (colonnine di ricarica elettrica, ferrovie e binari, cantieri tra i luoghi maggiormente colpiti), ma una parte dei furti avviene presso le grondaie dei luoghi più disparati: persino i cimiteri non ne sono esentati. Occorre quindi distinguere i furti improvvisati, legati alla rivendita a operatori nel settore, da quella forma di ricettazione organizzata che caratterizza specie i furti di rame dal settore elettrico-industriale.

Oltre alla perdita economica diretta del materiale, tra le conseguenze economiche e sociali della sottrazione di rame, si devono considerare comprendono gli elevati costi di ripristino dei servizi e i disagi per i cittadini per l'interruzione - tra l’altro ovviamente senza preavviso - dei servizi, oltre ai rischi stessi a livello infrastrutturale e di sicurezza dei black out non pianificati.