Forse, a rifletterci, non riusciamo nemmeno a calcolare quante volte, quotidianamente, mentre camminiamo, lavoriamo, leggiamo o guardiamo la tv, all'improvviso la nostra mente è attraversata da un pensiero che ci immagina in una situazione irreale, come dare un pugno o anche baciare un passante a noi sconosciuto.
Perché la mente ci porta a pensarci in situazioni estreme? Semplice, colpa dei pensieri intrusivi
Vengono chiamati pensieri intrusivi, che possono affiorare nella mente, che sono comuni e solitamente facili da liquidare. Per il semplice motivo che sono indesiderati, casuali e privi di significato.
Ma ogni persona è un mondo a sé e quindi anche la sua risposta può non essere la stessa. E quando questi pensieri persistono, possono causare disagio e ansia ed essere sintomatici di un disturbo ossessivo-compulsivo, il DOC.
Resta comunque un mistero il motivo per cui abbiamo pensieri intrusivi, poiché non se ne conosce la causa esatta, ma i meccanismi in gioco potrebbero essere simili a quelli che avvengono quando sogniamo.
Proprio come i sogni, dicono gli esperti, questi sono pensieri subconsci e tendono a riflettere alcuni dei sentimenti istintivi che le persone provano. Comunque potrebbero essere imbarazzanti, contrari a ciò che vogliamo veramente fare. Ma per chi soffre di problemi di salute mentale può essere difficile liberarsi dai pensieri intrusivi.
Ad esempio, se si è stressati o ansiosi, potrebbe risultare molto problematico distinguere quali pensieri sono intrusivi e quali sono coscienti.
I pensieri intrusivi possono essere particolarmente difficili da gestire per le persone con il DOC.
Diventano ricorrenti e inevitabili. Invece di essere ignorati, portano la persona a chiedersi: "Perché ci ho pensato? E se fosse vero?"
Queste riflessioni possono portare allo sviluppo di compulsioni, azioni fisiche o mentali ripetitive per combattere i pensieri intrusivi persistenti. Condizioni che potrebbero manifestarsi, ad esempio, come una pulizia maniacale, doppi controlli o evitare di essere coinvolti in determinate situazioni.
Esistono diversi sottotipi di DOC, alcuni dei quali sono accompagnati da pensieri tabù o pericolosi, che possono far sì che le persone non si sentano a loro agio nel chiedere aiuto.
Ad esempio, alcune persone con il DOC sperimentano pensieri intrusivi legati alla pedofilia. Questo disturbo è talvolta definito disturbo ossessivo-compulsivo legato alla pedofilia e vede le persone lottare con pensieri legati al fare del male ai bambini, pur non avendo alcuna intenzione di agire in tal senso.
Questi sono quelli che gli esperti chiamano pensieri egodistonici, che portano da dare di sé un giudizio fortemente negativo, anche se loro in realtà non vogliono fare qualcosa di terribile come quello che per un istante hanno immaginato.
Una recente ricerca ha rilevato che circa il 4 per cento della popolazione australiana riceve una diagnosi di DOC.
Ma c'è anche un altro 8-10% che soffre di quello che è noto come DOC subclinico. Non soddisfano esattamente i criteri per la diagnosi, ma i loro pensieri intrusivi possono causare disagio.
Per le persone affette da DOC subclinico, riuscire a identificare i pensieri intrusivi e comprendere cos'è il DOC può migliorare i sintomi anche senza trattamento.
Tuttavia, le persone affette da DOC clinico potrebbero aver bisogno del supporto di uno specialista della salute mentale. Con un trattamento psicologico o farmacologico, le persone possono migliorare significativamente.
Un trattamento psicologico comune per il DOC è la terapia di esposizione e prevenzione della risposta. Si tratta di una versione modificata della terapia cognitivo-comportamentale, in cui ai pazienti viene chiesto di affrontare i propri pensieri intrusivi senza lasciarsi coinvolgere da alcuna compulsione.