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Gemelli primo al mondo: Van Gogh™ rivoluziona la chirurgia ginecologica oncologica in sala operatoria

 
Gemelli primo al mondo: Van Gogh™ rivoluziona la chirurgia ginecologica oncologica in sala operatoria
Redazione

Il futuro della chirurgia oncologica passa dalle immagini. E oggi prende forma a Roma, dove la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS segna un nuovo primato internazionale diventando il primo centro al mondo ad adottare in ginecologia oncologica il sistema Van Gogh™, una tecnologia di imaging intraoperatorio capace di analizzare i tessuti tumorali in tempo reale, direttamente durante l’intervento chirurgico.

Un salto di paradigma che apre la strada a una chirurgia sempre più precisa, personalizzata e sicura, resa possibile grazie ai fondi del progetto DARE – Digital Lifelong Prevention, e che trova una prima applicazione clinica nello studio PROVE, dedicato alla valutazione dei punteggi di rischio poligenico nel tumore dell’ovaio.

Immagini che guidano il chirurgo: come funziona Van Gogh™

Il sistema Van Gogh™ rappresenta una delle espressioni più avanzate della cosiddetta image-guided surgery. Basato su tecnologie di imaging ottico di nuova generazione – Dynamic Cell Imaging™ e Full-Field Optical Coherence Tomography – consente di osservare l’attività metabolica delle cellule su campioni di tessuto appena prelevati, senza preparazioni istologiche tradizionali e senza alterare il materiale biologico.

Nel giro di pochi minuti, il chirurgo ottiene una mappa visiva dettagliata che segnala le aree potenzialmente tumorali, permettendo di valutare margini di resezione, malattia residua e caratteristiche del tessuto in modo immediato. Un vantaggio decisivo, soprattutto nei tumori ginecologici, dove l’equilibrio tra radicalità oncologica e preservazione funzionale è spesso cruciale.

Decisioni più rapide, interventi più mirati

«Le ricadute cliniche sono immediate e di grande impatto», spiega la professoressa Anna Fagotti, Ordinaria di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttrice della Ginecologia Oncologica del Gemelli. «Van Gogh™ offre al chirurgo un supporto decisionale oggettivo durante l’intervento, consentendo scelte più personalizzate: conservative quando possibile, più radicali quando necessario. Questo riduce il rischio di reinterventi e aumenta la sicurezza delle pazienti, in particolare nelle donne in età fertile».

La possibilità di adattare la strategia chirurgica in tempo reale rappresenta uno dei punti di svolta più significativi introdotti da questa tecnologia, che rafforza l’approccio di medicina di precisione applicata alla chirurgia.

Il legame con la prevenzione: lo studio PROVE

L’adozione di Van Gogh™ si inserisce nel più ampio contesto dello studio PROVE (Evaluation of Polygenic Risk Score for epithelial OVarian cancEr), coordinato dalla professoressa Stefania Boccia, Ordinaria di Igiene e Medicina Preventiva e Direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica dell’UCSC.

Lo studio mira a integrare dati genetici avanzati – i Polygenic Risk Scores – con le informazioni cliniche e chirurgiche, per migliorare la predizione del rischio individuale di carcinoma ovarico e gli esiti clinici. «L’investimento in questa tecnologia – sottolinea Boccia – è stato possibile grazie al progetto DARE e conferma la vocazione del Gemelli a coniugare innovazione digitale e prevenzione lungo tutto l’arco della vita».

Una rete internazionale di eccellenza

Il risultato è frutto anche di una collaborazione scientifica internazionale consolidata con l’IRCAD – Institute for Image-Guided Surgery e l’Università di Strasburgo. «Uno scambio continuo di competenze che accelera l’innovazione», evidenzia il professor Denis Querleu, visiting professor al Gemelli. Una visione condivisa anche dal dottor Matteo Pavone, che parla di «un passaggio decisivo verso una chirurgia di precisione in cui imaging, analisi digitale e intelligenza artificiale lavorano in sinergia».

Un nuovo standard per la chirurgia oncologica

Con Van Gogh™, il Policlinico Gemelli rafforza il proprio ruolo tra i centri di eccellenza internazionali nella chirurgia oncologica ad alta tecnologia. L’innovazione non è fine a se stessa, ma uno strumento concreto per migliorare gli esiti clinici, ridurre i rischi e restituire alle pazienti cure sempre più mirate e consapevoli.

In sala operatoria, oggi, non si guarda più solo con gli occhi del chirurgo: si guarda dentro i tessuti, mentre l’intervento è in corso. Ed è da questa visione che prende forma la nuova frontiera della ginecologia oncologica.

 

Nella foto: Prof.ssa Stefania Boccia, Prof.ssa Anna Fagotti, Dott. Cody Berumen (Van Gogh Launch Manager), Dott. Matteo Pavone, Dott.ssa Federica Cinti, Prof. Denis Querleu, Prof. Nicolò Bizzarri